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A Milano non resta che vietare

Se Silvio Berlusconi si lamenta della città sporca, ricoperta di scritte e graffiti, forse non ha mai visto via Ampere, piazza XXV aprile, piazza Novelli, e tanti altri, vero e proprio sbrego polveroso, non bello a vedersi, in una città che è sempre stata orgogliosa del proprio «fare», della propria efficienza.

Pietro Colaprico, un cronista che l’ha battuta palmo a palmo, che la descrive da anni e la racconta anche nei suoi romanzi, ieri spiegava a un lettore milanese che affranto gli aveva scritto, che sebbene lui non sia un vecchietto spaventato né un ragazzo della movida, ma solo un lavoratore con famiglia ha la netta sensazione che chi dirige la città, Letizia Moratti e la sua giunta, non faccia nulla per lui e per la gente in generale.

Se negli Anni Novanta il sindaco Albertini – di cui qualcuno chiede oggi a gran voce il ritorno – si era definito l’amministratore del condominio-Milano, ora sembra che l’orizzonte si sia ristretto al pianerottolo di casa, una magione di Via della Spiga piuttosto che un palazzo scalcagnato della Verona.

Una conclusione molto amara, ma per fortuna a Milano non c’è solo questo, dalla Caritas a Esterni, da Mulplicity alle associazioni di volontariato, c’è ancora un’altra città che non ha perso la speranza e non sta certo ad aspettare i tempi migliori.

Fonte: www.lastampa.it

November 20, 2009 - Posted by | Uncategorized |

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